Il DNA non è il tuo destino

Oltre il 90% della tua salute e del tuo benessere dipendono da fattori ambientali: l’EPIGENETICA.

Perché l’epigenetica è così importante?

Il corpo umano è composto da trilioni di cellule. Ogni cellula ha il proprio genoma, rappresentato da DNA e geni, che sono “impacchettati” in 44 autosomi e 2 cromosomi sessuali. Il genoma umano è composto da 25.000 geni e oltre 150.000 proteine.

Il genoma non risponde a tutte le domande sullo stato di salute di un individuo, poiché i geni codificanti costituiscono dal 2 al 3% dell’intero DNA. Il resto è indicato come DNA non codificante e rappresenta fino a oltre il 90% del nostro sé fisico. 

La sequenza del DNA costituisce la sostanza fondamentale del gene ed è responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari. 

Essa rimane immutata, ma l’aggiunta di gruppi chimici o piccole proteine in posizioni specifiche accende o spegne l’espressione dei geni.

Il termine epigenoma indica l’insieme delle modificazioni molecolari che controllano l’espressione dei geni.

In pratica, l’epigenoma è il genoma che ha subito una modificazione a opera dell’ambiente. 

Con una metafora, potremmo dire che il nostro DNA è l’impianto elettrico e che dipende da noi accendere o spegnere l’interruttore di ogni gene.

Per questo, il DNA non è il tuo destino.

Test epigenetico: la nuova frontiera della scienza parte dal capello

Esiste un test in grado di mappare oltre 800 marker epigenetici. 

Si chiama test del bulbo capillare e si basa su un’apparecchiatura che costituisce il risultato della fisica applicata alla medicina: SDrive.

Perché, i capelli? Perché essi sono i biomarcatori più potenti del nostro corpo. Nei bulbi hanno sede le cellule, come in ogni parte del corpo. Ma il capello è in grado di registrare fattori che non si ritrovano altrove, se non attraverso esami molto complessi.

Attraverso il capello, il test epigenetico consente in 12 minuti esatti di avere uno screening completo dell’organismo.

Minerali, aminoacidi, vitamine, antiossidanti, interferenze ambientali (metalli pesanti e fattori di rischio), campi elettromagnetici, stato del sistema cerebrale, endocrino, immunitario, gastro intestinale.

Il test epigenetico del bulbo capillare fa qualcosa che NESSUN ALTRO TEST è in grado di fare: rileva ciò che non va nel sistema corpo a livello energetico, oltre che biologico e chimico, evidenziandoci gli alimenti che riducono l’entropia e rendono difficile produrre l’energia necessaria per un benessere ottimale.

Il tuo destino non è nel DNA, per il buon 90%, ma nel tuo stile di vita!

La fisica, grazie al dispositivo S Drive, ci consente, attraverso i capelli, di leggere lo spettro di frequenze comunicato dai capelli e fotografa lo stato esatto del nostro corpo nel momento in cui i tre o quattro bulbi vengono prelevati.

Perciò, ora sai che il DNA non è il tuo destino, che il tuo stato di salute dipende per oltre il 90% da come mangi, come pensi, come vivi e che esiste uno strumento per mappare in 12 minuti tutto il tuo organismo, benessere delle cellule compreso!

Come funziona SDrive: l’unione fra biochimica e biofisica al servizio della medicina

Come abbiamo spiegato, attraverso le parole del fisico e medico Pier Giorgio Spaggiari, siamo esseri risonanti (non a caso possiamo leggere il corpo con la risonanza magnetica) e nelle nostre cellule abbiamo un’antenna potente, il DNA!

Il DNA non è il tuo destino ma è un’antenna potente, in comunicazione con l’esterno per oltre il 90% di quei fattori che non sono immutabili. Ovvero, possiamo determinare se farli esprimere o tenerli latenti.

La bobina posta nel dispositivo SDrive capta tutti i dettagli delle frequenze organizzate in una curva, dove ogni punto corrisponde a un elemento ben preciso.  E poi le raffronta con valori benchmark.

Un esempio pratico? Se io mangio un pomodoro, quell’ortaggio avrà una sua massa, una energia, una frequenza che io assorbirò.  La scienza ci consente di verificare se quella frequenza è risonante con il nostro sistema corpo in modo positivo o no. Possiamo leggere ogni cosa: non solo l’incidenza degli alimenti -e avere quindi una tabella nutrizionale perfetta per 90 giorni – ma vitamine, minerali, aminoacidi, sostanze tossiche, metalli pesanti.

Dal test del bulbo è possibile verificare se il nostro sistema endocrino, cardiovascolare, cerebrale, intestinale, sono in equilibrio. Si tratta di una gigantesca e perfetta “fotografia” in grado di dare un quadro di insieme e non di leggere le pagine a pezzi.

In questo modo, risulta evidente dove l’organismo è in squilibrio, dove vi è il rischio di patologia, dove invece le cose funzionano.

E soprattutto, quali alimenti sarà meglio evitare e quali favorire di lì ai successivi 90 giorni.

Come asserisce il fisico e medico Pier Giorgio Spaggiari, il grande limite della medicina è sempre stato quello di non considerare gli aspetti biofisici senza i quali nessuna reazione chimica potrebbe avvenire nel nostro corpo. E senza considerare i quali non si può arrivare a un quadro completo del sistema uomo. “Quando andiamo a farci un elettrocardiogramma, raramente ci domandiamo a cosa servano quegli elettrodi sul petto. E che tipo di energia misurino. Noi sentiamo il battito del cuore ma non percepiamo la corrente, caratterizzata da una grandezza fisica chiamata frequenza (ovvero il numero dei battiti al secondo). In realtà il tracciato che noi riceviamo rappresenta l’andamento del campo elettrico emesso dal cuore”. 

Ora, la scienza ci consente di applicare lo stesso principio a ogni parte del corpo e di leggere tutte le informazioni possibili attraverso il bulbo capillare.

La nuova medicina, in questo modo, potrà avere un’anamnesi approfondita.  E conseguire una diagnosi tridimensionale preziosa per un approccio clinico integrato.

L’epigenetica è preziosa perché siamo esseri in continua evoluzione!

Un gruppo di ricercatori svedesi dell’Istituto Karolinska di Stoccolma, guidato da Jonas Frisén, ha dimostrato che la maggior parte delle cellule nel corpo ha meno di 10 anni. Inoltre, il gruppo ha anche scoperto il motivo per cui le persone si comportano secondo la loro età di nascita anziché secondo l’età fisica delle loro cellule: perché pochi tipi di cellule corporee durano dalla nascita alla morte senza rinnovarsi.

Le cellule epidermiche, che formano la pelle del corpo facilmente danneggiabile, si rinnovano ogni due settimane circa. I globuli rossi, in costante movimento nel proprio viaggio attraverso il sistema circolatorio, durano solo 4 mesi.

Per quanto riguarda il fegato, il disintossicante del corpo umano, la vita delle sue cellule è piuttosto breve – la cellula del fegato umano adulto ha un periodo di rigenerazione compreso tra i 300 e i 500 giorni. Le cellule che rivestono la parete dell’intestino, che secondo un altro metodo durano solo cinque giorni, sono tra quelle che hanno il ciclo di vita più breve in tutto il corpo.

E secondo lo studioso l’età media di tutte le cellule nel corpo di un adulto potrebbe andare dai 7 ai 10 anni.

Allora perché se il corpo continua ad essere in grado di rinnovare i suoi tessuti così bene, la rigenerazione non continua per sempre? Alcuni scienziati credono che questo possa essere spiegato con l’accumulazione delle mutazioni nel DNA, che progressivamente perde le sue informazioni. Un’altra teoria accusa il DNA del mitocondrio, che non possiede i meccanismi di riparazione disponibili per i cromosomi, mentre una terza teoria ipotizza infine che le cellule staminali, che sono la fonte delle nuove cellule in ogni tessuto, con l’avanzare dell’età crescano deboli.

Dott. Giorgio TERZIANI

Visiting Professor in Discipline del Benessere

Saint George School – Brescia

Le informazioni, le indicazioni e quanto scritto in questo articolo non costituiscono a nessun titolo cura medica e non sostituiscono in alcun modo la diagnosi e/ o il trattamento medico qualificato, psicologico o di un professionista specializzato.

 

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