Il mondo delle emozioni è complesso e articolato. Fa parte di tutto quello che ci fa vivere, sorridere, gioire e soffrire, che dà significato a noi e alle nostre relazioni, ciò che collega la nostra mente e il nostro corpo. Oltre alle emozioni, sono presenti i sentimenti, le passioni, gli affetti, i pensieri che generano tutto questo, lo stato d’animo, le relative risposte somatiche, le competenze emozionali e i circuiti neuronali implicati. Per cui questo articolo non può essere esaustivo.
“Emozione” è una parola che deriva dal latino e-movere e significa smuovere, portare da dentro a fuori. Fin dalla nascita le emozioni costituiscono un ponte tra il bambino e l’ambiente. Le emozioni primarie compaiono nei primi 6 mesi di vita e sono: felicità, tristezza, rabbia, disgusto, sorpresa (che non è stata accettata da tutti gli studiosi) e paura. Quelle sociali compaiono verso i primi due anni circa e sono, secondo Lewis: vergogna, senso di colpa, orgoglio, imbarazzo, empatia, gelosia.
Le emozioni sono vissute nel corpo, comportano sensazioni fisiche, posture, movimenti specifici e tendenze verso determinate azioni ad esempio: quando proviamo collera o rabbia: il sangue affluisce alle mani (per afferrare un arma o dare un pugno). La frequenza cardiaca aumenta e scarica ormoni, fra i quali l’adrenalina e genera un impulso di energia per un’ azione vigorosa. L’energia è concentrata nella parte alta del corpo. Sono coinvolte le mani e a volte le braccia. La rabbia ci dissocia. Vedi il detto “sono fuori di me dalla rabbia”.
La paura: i circuiti dei centri cerebrali preposti alla regolazione della vita emotiva scatenano un flusso di ormoni che mette l’organismo in stato di all’erta preparandolo all’azione. Questa emozione attiva molta energia nella zona del cuore. Può paralizzarci e attivare il sistema lotta-fuggi o freezing. Alcune persone la sentono nella zona delle gambe, delle braccia e anche delle spalle. Il sangue fluisce verso i grandi muscoli scheletrici e le gambe per una fuga più veloce. Il corpo si immobilizza anche per un solo istante per valutare il da farsi. Si innesca una contrazione dell’intestino, erezione dei peli ecc. Infine, vengono assunte particolari espressioni (espressione facciale e postura di terrore).
La tristezza rallenta il pensiero e ci porta ad indugiare nella situazione che l’ha causata, porta a rievocare idee riguardanti fatti negativi. Ci si ritrae. La si può sentire in tutto il corpo come uno “spegnimento”.
La gioia può accelerare il pensiero e ridurre l’attenzione prestata a eventi non rilevanti, è una emozione attivante.
L’ansia (non è un’emozione primaria) è avvertita principalmente a livello del torace a volte anche nello stomaco. Quando siamo in preda all’ansia rimaniamo bloccati nell’agire oppure dobbiamo muoverci in modo inconcludente. Le gambe spesso sono deboli come se non ci reggessero. Può essere anche avvertita come una sensazione di capogiro, testa vuota, confusione.
I piani d’azione visualizzati nella nostra mente sono coerenti con l’espressione generale delle nostre emozioni. Le emozioni sono universali anche nella loro espressione corporea e condividiamo quelle basiche con il mondo animale, soprattutto con i mammiferi.
Emozioni e sentimenti non sono la stessa cosa. I sentimenti insorgono con maggiore lentezza e sono più duraturi. Si tratta della consapevolezza soggettiva dell’emozione. Ad esempio: se ho uno scoppio di ira (emozione) posso provare un sentimento di vergogna per come ho reagito.
La NATUROPATIA può essere d’aiuto nel regolare le emozioni.
I fiori di Bach, attraverso la scelta sapiente del Naturopata, possono essere strumenti utili a risintonizzarsi con il proprio Sé. Portano equilibrio nelle situazioni che possono generare conflitti. Possono lavorare sia sulle emozioni primarie che secondarie o sociali, sui sentimenti e sulle credenze che abbiamo di noi stessi.
Gli olii essenziali, attraverso l’olfatto, che è strettamente legato ai centri del cervello che processano le emozioni, donano calma ed equilibrio. Tra questi: la lavanda, il limone, l’arancio. Oppure possono essere stimolanti e donare forza. Possono essere inalati o messi in diffusore, usati in modo topico o per via interna. Il loro uso risale a tempi molto antichi. È richiesta un’attenta professionalità da parte di chi li consiglia.
Importanti anche i principi attivi di alcune piante sottoforma di Tintura Madre o Gemmoderivato che agiscono in profondità, come il tiglio, la passiflora, la valeriana, la griffonia ecc.
Gli oligoelementi, minerali preziosi che sono presenti in tracce e agiscono sul “terreno” della persona.
Si possono utilizzare anche tecniche di riflessologia plantare per riequilibrare la funzionalità degli organi interni.
La visione della Naturopatia è nel vedere l’Uomo nel suo insieme, nel suo corpo organico, emotivo ed energetico e fornisce vari strumenti. Tutti questi aiuti che provengono dalla Natura e dalla Naturopatia richiedono una profonda conoscenza e non possono essere utilizzati con il “fai da te”.
Dott.ssa Elisabetta D’Angieri
Psicologa-psicoterapeuta
Naturopata
Le informazioni, le indicazioni e quanto scritto in questo articolo non costituiscono a nessun titolo cura medica e non sostituiscono in alcun modo la diagnosi e/ o il trattamento medico qualificato, psicologico o di un professionista specializzato.