Acqua azzurra, acqua chiara

La fisiologia scientifica, ovvero lo studio delle FUNZIONI VITALI del nostro corpo si basa su 5 pilastri, che sono: OSSIGENAZIONE, IDRATAZIONE, NUTRIZIONE, ELIMINAZIONE e REGOLAZIONE DEL pH.  Vuol dire che per funzionare bene il nostro corpo ha bisogno di OSSIGENO, di ACQUA (e vedremo che questa deve avere un certo pH), di NUTRIENTI, micro e macro, di ELIMINARE ciò che non ci serve e che spesso è il risultato secondario delle reazioni metaboliche di costruzione e di  REGOLARE il pH.

Il pH è un valore che ci dice quanti ioni H+ sono presenti nella soluzione considerata. A seconda del valore avremo una soluzione acida o basica (sinonimo di alcalina): la scala dei valori di pH va da 0 a 14. Una soluzione sarà acida se il suo pH sarà compreso tra 0 e 7, mentre sarà detta alcalina se il suo pH sarà tra 7 e 14. Il nostro corpo spende moltissime energie per mantenere in equilibrio il pH del nostro sangue e del nostri tessuti, utilizzando reazioni chimiche acido-base e dinamiche idrosaline.

L’acqua regola TUTTE le reazioni del nostro organismo e per questo si trova in ogni distretto; serve per mettere in collegamento ogni singola cellula, dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi. Un cattivo metabolismo idrico porterà, se non corretto, a patologie più o meno gravi. Basti pensare che si muore per disidratazione molto prima che non per fame.

L’acqua che noi abbiamo nel nostro organismo non è la stessa che si trova nelle bottiglie al supermercato. L’acqua che abbiamo è un’acqua funzionale, coerente ovvero predisposta alle reazioni metaboliche e quindi “pronta all’uso”. Se noi quindi introducessimo sempre un’acqua coerente non dovremmo usare energia per renderla tale risparmiandola quindi per altre reazioni.

Stesso discorso per quanto riguarda il pH, sia quello ematico che quello tissutale, che non possono variare di molto altrimenti sopraggiungerebbe nel giro di poco tempo la morte.

Il nostro organismo è composto principalmente da 4 elementi chimici: IDROGENO, OSSIGENO, AZOTO, CARBONIO. Di questi si ha una prevalenza di idrogeno ed ossigeno, ovvero l’acqua, H2O, cioè DUE atomi di idrogeno e UNO di ossigeno, molecola che compone il nostro corpo per il 65/70% e che quindi, intuiamo essere di grande importanza. Ma come dicevamo prima, è molto importante il tipo di acqua che introduciamo, per avere un vantaggio dal suo utilizzo e non uno svantaggio, nel lungo termine.

Il nostro stile di vita porta ad avere delle reazioni metaboliche che hanno come prodotti secondari delle molecole fortemente acide, che quindi vanno a modificare il pH tissutale, che diventerà sempre più acido portandoci in quello stato che viene definito ACIDOSI.

Le cause dell’acidosi sono molteplici: eccesso di alimenti acidificanti (ad esempio carne, formaggi e salumi) e nel contempo un insufficiente apporto di nutrienti alcalinizzati quali frutta e verdura (attenzione perché ci sono anche in questa categoria degli alimenti più o meno basificanti…), un eccesso di sport che sovraccarica di fatica l’organismo, ma al contrario anche una vita troppo sedentaria che non apporta una giusta ossigenazione dei tessuti, lo stress psico-fisico, il fumo e l’alcool, l’uso e l’abuso di mecinali e farmaci, una carenza di vitamine e oligoelementi, ma soprattutto uno scarso apporto di liquidi ed un eccesso di zuccheri e di farine raffinate.

Quando siamo in acidosi (e, come già detto, chi più chi meno, nella nostra società lo siamo tutti) si possono manifestare diversi sintomi, quali ad esempio crampi e dolori muscolari, infezioni ricorrenti e recidivanti quali candidosi e cistiti, disturbi del sonno, frequenti emicranie, calcoli acidi, infiammazioni varie, scarsa concentrazione e stanchezza cronica, reflusso e bruciore di stomaco, osteoporosi e anche minore resistenza al freddo.

Tutti questi sintomi non vengono mai considerati come direttamente correlati all’acidosi tissutale metabolica, e vengono visti separatamente uno dall’altro cercando di risolverli con farmaci o con un semplice “eh, è l’età che avanza”. Purtroppo questo accade perché ormai si viaggia a settori e non si guarda più la persona come un essere unico composto da molti distretti strettamente collegati, ma come ad un puzzle pensando che si possa curare una singola tessera senza considerando le altre che lo compongono. Bisogna curare la persona nella sua interezza considerandola a 360° e su più livelli.

L’acidosi tissutale, come precedentemente accennato, è sicuramente una predisponente per diverse patologie anche gravi. È quindi importante cercare di curare lo stile di vita e l’alimentazione ma ci si può aiutare anche introducendo nella nostra alimentazione delle acque basiche elettrolizzate, quindi ricche in idrogeno molecolare, potente antiossidante totalmente privo di controindicazioni, approvato anche dalla FDA statunitense e dall’Unione Europea.

Anche se totalmente innocua e si può bere anche tutto il giorno, un’acqua con pH 9,5 deve essere introdotta in modo graduale, diluendone il quantitativo in altra acqua per abituare l’organismo a questo nuovo elemento.

Ci sono diversi studi scientifici che ci portano a capire l’importanza dell’acqua basica. Ne illustrerò qui di seguito alcuni.

-“The effects of igestion of hydrogen-dissolved alkaline electrolyzed water on stool consistency and gut microbiota: a double-blind randomized trial” Yashinori Tanaka, PhD,1, Masataka Kiuchi,2 Yasuki Higashimura,3 Yuji Naito,4 and Katsuhiro Koyama.

In questo trial i partecipanti hanno bevuto 500ml di acqua elettrolizzata a ph 9,5 ogni giorno per due settimane e si è visto un aumento di Bifidobacterium con un aumento della consistenza delle feci tale da arrivare al tipo 4 della scala delle feci di Bristol (“normale”).

-“Chronic Administration with Electrolyzed Alkaline Water inhibits aspirin-induced gastric mucosal injuri in rats through the Inhibition of Tumor Necrosis Factor-α Expression” Yuji Naito, Tomohisa Takagi, Kazuhiko Uchiyama, Naoya Tomatsuri, Kiichi Matsuyama, Takaaki Fujii, Nobuaki Yagi, Norimasa Yoshida, Toshikazu Yoshikawa

In questo studio viene evidenziato che l’acqua elettrolizzata alcalina ha un benefico effetto sulla mucosa gastrica grazie alle sue proprietà antiinfiammatorie dovute all’inibizione dell’espressione del TNF-α.

E ancora

-“Ionized alkaline water: new strategy for management of metabolic acidosi tissutales in experimental animals”

Hassan Abol-Enein 1, Osama A Gheith, Nashwa Barakat, Eman Nour, Abd-Elhameed Sharaf

Ci dice che anche nella gestione dell’insufficienza renale, dialisi o problematiche urinarie, l’acqua basica può essere una frontiera importante e sicura. Nel prossimo futuro verranno condotti anche studi sull’uomo in tale direzione.

-“Effects of alkaline-reduced drinking water on irritable bowel syndrome with diarrehea: a randomized double-blind, placebo-controlled pilot study”

Dong woo shin,1 Hyuk yoon, 1 Hyun soo kim,1 Yoo Jin Choi, 1 Cheol Min Shin, 1 Young Soo Park, 1 Nayoung Kim, 1 and Dong Ho Lee.

In questo studio invece i pazienti hanno bevuto circa 2 litri di acqua con un pH tra 8,5 e 10 per 8 settimane contro 2 litri di acqua placebo. Nel gruppo con acqua alcalina vi è stato un netto miglioramento della vita dei pazienti con IBS (sindrome dell’intestino irritabile) con diarrea predominante.

 

-“Daily ingestion of alkaline electrolyzed water containing hydrogen influences human health, including gastrointestinal symptoms”

Yoshinori Tanaka, PhD,1 Yasuhiro Saihara,1 Kyoko Izumotani,2 and Hajime Nakumara3

In Giappone gli apparecchi che alcalinizzano l’acqua sono dispositivi medici e si è visto che bere acqua con pH tra 7,2 e 11,2 allevia di molto i sintomi gastrointestinali normalizzando l’intestino, migliorando la qualità del sonno e riducendo lo stress ossidativo.

Gli ultimi due studi molto interessanti affrontano dei temi sempre più presenti nella nostra società: glicemia alta/resistenza insulinica e ovaio policistico.  Temi, questi, che sono strettamente collegati con un alto grado di infiammazione dei tessuti, dovuta anche ad una dieta ricca di zuccheri e farine raffinate.

-“Anti-diabetic effect of alkaline-reduced water on OLETF rats”

Dan Jin 1, Sung Hoo Ryu, Hyun Won Kim, Eun Ju Yang, Soo Jung Lim, Yong Suk Ryang, Choon Hee Chung, Seung Kyu Park, Kyu Jae Lee

Nei ratti OLEFT, cioè ratti che sviluppano iperglicemia, iperinsulinemia e lieve obesità, si è visto che l’acqua alcalina ha stimolato la loro crescita e che a lungo termine ha portato ad una riduzione dei livelli di colesterolo, trigliceridi e glicemia.

-“Potential therapeutic effect of alkaline reduced water in polycystic ovarian syndrome”

Jewsmin Ara 1, Selikem Abla Nuwormegbe 2, Ma Easter Joy Sajo 3, Soo-Ki Kim 4, Kwang-Yong Shim 5, Kyu-Jae Lee 6.

La sindrome dell’ovaio policistico è una malattia endocrino-metabolica che presenta disturbi ormonali quali ad esempio la resistenza all’insulina e iperinsulinemia che può poi portare anche all’obesità, cisti ovariche multiple e infertilità anovulatoria. Per adesso non esistono farmaci efficaci contro questa sindrome. Una cosa che può migliorare molto la situazione è la perdita di peso, che può aiutare nella resistenza insulinica, che a sua volta può migliorare l’equilibrio ormonale e l’ovulazione. Ponendo l’attenzione sull’acqua basica sappiamo che questa può andare a lavorare sull’obesità alleviando l’adiposità e regolando i livelli delle citochine proinfiammatorie e lavorando anche sull’omeostasi del colesterolo. Anche nel caso della sindrome dell’ovaio policistico si è riscontrato un netto miglioramento degli squilibri ormonali e metabolici in questione.  

Si capisce quindi quanto possa essere importante l’introduzione di questo tipo di acqua nella nostra alimentazione, anche solo un paio di bicchieri al giorno per regolare meglio le nostre reazioni metaboliche e tornare all’equilibrio.

 

D.ssa Federica Tua

Farmacista, Naturopata.

Le informazioni, le indicazioni e quanto scritto in questo articolo non costituiscono a nessun titolo cura medica e non sostituiscono in alcun modo la diagnosi e/ o il trattamento medico qualificato, psicologico o di un professionista specializzato.

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