DOMANDA
Buongiorno.
Nella sua risposta Re: Preparazioni floriterapiche di Ven 23-01-09, scrive:
“L’importante è che sia chiaro che il Naturopata si interessa soltanto dell’aspetto energetico dell’uomo e non della sua “salute”.
Non capisco il senso di questa affermazione, dal momento che:
1) il concetto di salute non è un concetto solo sanitario (esiste persino una pubblicità illuminante in tal senso: “Uliveto e Rocchetta sono acque della salute”…).
2) i prodotti che utilizzano i naturopati (piante, integratori & C.) sono proprio definiti (anche dalla legge) “salutistici”, per differenziarli da quelli medicinali.
3) Lo stesso Rudy Lanza parla del naturopata come del professionista che si occupa di salute e salutogenesi: in questa intervista afferma testualmente “In pratica un naturopata può operare in tutti quegli ambiti legati alla salute della persona, come ci spiega il dottor Lanza: «Potremmo chiamarli settori di SALUTOGENESI, intendendo con questo termine i settori che si occupano non dei malati, ma di persone sane che vanno educate alla cultura della SALUTE, affinché non si ammalino»”.
4) Si afferma lo stesso identico concetto persino a pag. 6 della brossure della Scuola di Naturopatia, dove si parla di salutogenesi, nonché del naturopata come “counselor di salute” e di colui che “favorisce il mantenimento dello stato di salute” e persino nella definizione di Rudy Lanza sul ruolo professionale del naturopata per il dizionario UTET a pag. 7, nonché in altre parti della stessa brossure.
RISPOSTA
Gentile utente,
comprendo le sue perplessità, più che legittime.
Tuttavia, la scelta di non ricorrere al vocabolo “salute” risponde all’esigenza di scongiurare le solite, infondate, accuse di invasione del settore medico. Questo fino a quando si avrà l’anelato inquadramento giuridico del Naturopata e non sarà più necessario usare una terminologia alternativa per evitare confusioni. Ma fintantoché vi saranno persone − siano esse Giudici o privati − che ignorano l’oggetto di studio naturopatico, è opportuno che l’operatore del benessere si presenti nel modo più possibile chiaro, senza ingenerare confusioni sul carattere del proprio intervento.
È pacifico, infatti, che di “salute” vera e propria − intesa come “assenza di malattia, ovverosia di disfunzioni del corpo o della mente” − possa occuparsi soltanto il professionista sanitario.
Per tal motivo − sempre in un’ottica prudenziale, finalizzata a prevenire contestazioni infondate − è preferibile ricorrere al termine “benessere”, inteso non come assenza di malattia, bensì come “assenza di disequilibri o interferenze energetiche”.
Il paragone con la pubblicità dell’acqua − che mi sembra più ispirato ad un fine polemico che di comprensione − aiuta, nonostante tutto, a capire la finalità di questo sforzo terminologico.
La ditta produttrice dell’acqua non ha bisogno di utilizzare vocaboli alternativi rispetto a quelli del settore medico. Infatti, nessuno, guardando la pubblicità, potrebbe pensare che la stessa svolga attività medica o produca un farmaco, in luogo di un’acqua minerale.
Diversamente, il Naturopata che riceve la persone presso il proprio studio e fornisce consigli sul corretto stile di vita, può essere − seppur erroneamente − confuso per un medico.
Per questo è preferibile che il Naturopata si esprima in modo corretto, per evitare accuse.
Senza contare che certe pubblicità sono spesso ingannevoli ed usano termini impropri; per questo, vengono censurate dagli organi preposti o multate.
Tuttavia, in questa sede non esprimono pareri in favore delle ditte produttrici di acqua, ma dei Naturopati.