DOMANDA
Egregio Avvocato,
Oltre alla mia attività di naturopata ad indirizzo nutrizionale, che svolgo nel mio studio di Nutrizione e Discipline Bionaturali, presto la mia opera professionale, una volta alla settimana, in un Poliambulatorio medico (con annesso centro estetico) dove è presente un “ambulatorio” di Naturopatia.
Dal momento che mi occupo di Intolleranze mi è stato chiesto se presso il Poliambulatorio posso eseguire il Test per le Intolleranze di una nota azienda di Reggio Emilia (non metto il nome per esteso non sapendo se si possa in questo forum), poiché in precedenza il Poliambulatorio aveva stipulato un accordo commerciale con tale azienda.
Questo test è una prova allergometrica che consente, attraverso il prelievo capillare di sangue, di individuare le reazioni avverse a circa 46 proteine alimentari.
Il capillare con il sangue viene mandato ai laboratori e dopo pochi giorni viene ritornato al Poliambulatorio il referto del Test.
La stessa azienda, oltre al test per le intolleranze, attraverso il prelievo capillare offre altri tipi di test tra cui: test per il profilo ormonale, test per il dimagrimento, tesi anti-aging, test per la disbiosi, che sono di interesse per il Poliambulatorio.
Il mio quesito è il seguente:
Posso io, Naturopata, eseguire un prelievo capillare di sangue, nell’ambito del Poliambulatorio?
I Titoli di studio di cui sono in possesso sono i seguenti:
Laurea in Farmacia, presso l’Università degli Studi di Milano
Diploma di Master in Nutrizione e Dietetica, presso il Politecnico delle Marche
Diploma di Naturopata, presso la Scuola Simo di Milan
RISPOSTA
Gent.ma Utente,
Perdoni il ritardato riscontro, vengo subito a rispondere al Suo quesito.
La Suprema Corte si è espressa ripetutamente sull’ipotesi del biologo che effettui prelievi di sangue finalizzati alle analisi al medesimo demandate; in tal caso, i Giudici hanno concluso riconducendo la condotta nel reato di esercizio abusivo della professione (ex art. 348 c.p.), trattandosi di attività lesiva dell’integrità fisica dell’individuo, riservata al personale medico e paramedico (infermieristico).
Nel 2002 veniva presentato disegno di Legge in Parlamento per ovviare alla lacuna legislativa e all’inopinata contestazione del reato in capo a biologi. In particolare, il Legislatore era giunto a ritenere piuttosto “singolare” che il biologo, soggetto deputato allo svolgimento di analisi ematiche, non potesse eseguire l’attività immediatamente prodromica alle stesse.
A quanto mi risulta, tuttavia, il disegno di Legge è rimasto impigliato nelle maglie del Sistema e non ha prodotto un risultato normativo efficace.
L’indirizzo giurisprudenziale sopra citato permane, dunque, immutato e induce a sconsigliare il prelievo ematico da parte di soggetti estranei alla professione medica e paramedica.
Si potrebbe obiettare la circostanza che il prelievo capillare è differente da quello venoso e consiste in un’attività decisamente meno invasiva, praticabile quotidianamente persino dal privato (si pensi all’esame della glicemia autocondotto).
Sul punto, però, devo rilevare che – in passato – alcuni biologi sono stati accusati di compiere esercizio abusivo della professione medica in quanto praticavano l’esame del capello (ai fini della valutazione tricologica) estraendolo direttamente dal cuoio capelluto dell’utente. Anche tale attività viene ritenuta lesiva dell’integrità fisica e, pertanto, riservata al solo personale sanitario.
In definitiva, per operare con tranquillità, bisogna avere riguardo del seguente principio: qualsiasi condotta da cui possa derivare una lesione, anche minima, del corpo è riservata al medico. Mi si potrebbe dire: e il tatuatore? non ferisce l’epitelio del tatuando? e risponderei: concordo. In effetti, per quanto molto singolari, si conoscono casi di tatuatori indagati per il reato di cui all’art. 348 c.p..
In conclusione, Le sconsiglio di effettuare direttamente il prelievo capillare del sangue dell’interessato.
Lei, secondo le Sue competenze, può limitarsi alla relativa analisi – non clinica, perché diversamente anche la stessa comporterebbe l’invasione di altre professioni (di medico, ovvero di biologo) – del sangue, successivamente al suo prelievo (da parte dell’interessato o di personale abilitato).
Spero di aver meritato il perdono per l’attesa, cordiali saluti.