DOMANDA
Gentile,
Avvocato.
Ho un uno studio privato, le volevo chiedere se è possibile inserire nella piccola palestrina una pedana vibrante. La casa produttrice mi ha mandato la certificazione che non è un elettromedicale, ma solo attrezzo fitness. Lo scopo è quello di inserire questo servizio all’interno di un percorso benessere che facciamo in studio ( cabina sensoriale con cromo ( spazio con lettino ) – aroma – musica e massaggio rilassante ).Come fase preparatoria al massaggio vorremmo introdurre la pedana con l’unico scopo di allentare le tensioni del lavoro accumolate durante la giornata( 10 minuti ).
In tutti i casi, come avviene per tutte le consulenze, il cliente firma un documento dove si spiega di cosa parliamo. Es se usiamo l’iridoscopio, vi è la spiegazione, come per la cromoterapia o il vega test per la resistività cutanea. Nella pedana ci sarà un doc dove si illustra a chi non è consigliata.
Allego il link della pedana ( http://www.dknitalia.it/pedane-vibranti/benefici-pedana-vibrante.htm )
Concludo aggiungendo che oltre a essere naturopata, sono anche un personal trainer. Può coisistere questo connubio tra naturopatia e fitness in studio privato?
Cordialmente.
RISPOSTA
Non vedo controindicazione alcuna all’inserimento della pedana presso la Sua struttura.
In particolare, mi sembra opportuno che essa sia collocata nella “palestrina” e che il suo utilizzo sia preceduto da una spiegazione, in forma sia orale sia scritta. Con tali accorgimenti, non vi è pericolo che si fraintenda la funzione dell’attrezzo: non terapeutica, né comunque medica; poiché la pedana, strumento fitness, è diretta esclusivamente all’incremento del benessere dell’individuo. Tale aspetto deve essere chiaro ed in evidenza.
Quanto alla coesistenza di fitness e naturopatia nella stessa struttura, non vi sono indicazioni giuridiche contrarie, ma solo cautele deontologiche.
È opportuno che l’autonomia della professione naturopatica sia sempre salvaguardata e che siano sempre evitate confusioni con altre attività. Questo a causa della solita assenza − di cui più volte ci doliamo – di una definizione legislativa di operatore del benessere: l’unico modo per ovviarvi e l’estrema chiarezza da parte degli esercenti.
Dunque, non è solo necessario spiegare bene che l’operatore non è un medico, ma anche chiarire che la sua professione è diversa da quella del fisioterapista, dell’estetista, ecc..
Pertanto, non esistono divieti ad unire le due attività nello stesso immobile. A tutela della professione naturopatica, tuttavia, sarebbe opportuno chiarire i titoli conseguiti dall’esercente e spiegare la distinzione tra le due fasi della prestazione professionale. A tal fine, potrebbe essere utile anche una separazione dei locali (palestrina riservata al fitness / studio di consulenza per i suggerimenti naturopatici).
Tale cautela non impedisce, sia chiaro, che le due professioni possano operare in sinergia e che una sia il completamento dell’altra: occorre solo che sia sempre chiaro che si tratta di due attività distinte e non di una soltanto.
Confidando nelle chiarezza e completezza della risposta e restando a disposizione per ogni chiarimento, porgo cordiali saluti.