DOMANDA
Gentile Avvocato,
vorrei cercare di dare un nome a tutte quelle metodiche in cui compare la parola “terapia” senza incorrere in malintesi e sanzioni.
Prendendo spunto da un sito spagnolo, dove si suggeriscono i termini da utilizzare e quelli da evitare,
le chiedo se il termine “igiene” è consentito al naturopata o è sconsigliato.
Nel suddetto sito, essendoci anche in Spagna il problema del riconoscimento e della convivenza con i professionisti sanitari, si suggerisce di utilizzare alcuni termini al posto di altri.
Così, traducendo in italiano, fitoterapia si modifica in fitoigiene o fitotecnica, aromaterapia in aromaigiene o aromatecnica, etc.
Potrebbe essere questa una buona strada?
RISPOSTA
Gentile Utente,
anche in Spagna non è ancora intervenuta una normativa esplicativa del ruolo del Naturopata. In tale Paese non è nemmeno chiaro se la Naturopatia debba o meno essere ricondotta nell’alveo delle discipline sanitarie.
In Italia, invece, è – quantomeno – certo che l’operatore del benessere operi parallelamente a tutte le categorie sanitarie.
Dunque, è interessante constatare che nelle realtà simili a quella italiana si compiano gli stessi sforzi terminologici che il nostro Ordinamento impone. Tuttavia, occorre non giungere ad eccessi tali da pregiudicare la comprensione dell’attività svolta.
Innanzitutto, ritengo che il termine “igiene” non sia precluso alla categoria naturopatica, in quanto non appare proprio della scienza medica. Tuttavia, appare più appropriato il vocabolo “tecnica”, unito ai suffissi “fito-“, “cromo-“, “aroma-“, ecc. Anche perché è corretto, in quanto – effettivamente – individua una pratica che si avvale dei colori, degli aromi, ecc., per riequilibrare lo stato energetico dell’individuo.