NATUROPATIA E ATTIVITA’ ESTETICA

DOMANDA 

  • Posso esercitare l’attività di iridologa o naturopata nello stesso locale dove adesso svolgo l’attività di estetista o ci devono essere delle separazioni dei locali? Vorrei far presente che nel centro estetico dove lavoro ci sono in tutte le cabine, non stabilmente , ma su carrelli mobili, attrezzature e macchinari ad uso estetico certificato, per cui in ogni cabina ci può essere o non essere un macchinario.
  • – non essendo io la titolare del centro estetico, non posseggo partita IVA. E’ necessario differenziare le due attività estetica-naturopatia con situazioni fiscali differenziate o posso continuare a fare l’estetista ed emettere ricevuta fiscale per le prestazioni di naturopata con blocchetto del centro estetico con dicitura trattamento corpo?
    – nel caso in cui fosse necessario differenziare le due attività, per poter usufruire del regime fiscale forfettone, il massimo di reddito 30.000 euro è calcolato solo con la prestazione di naturopata oppure a questa, si somma anche il reddito da collaboratrice familiare dell’attività di estetista?
    – volendo esercitare l’attività di naturopata-iridologa in locali diversi da quello in cui già lavoro, che caratteristiche deve avere il locale? Può essere esercitata l’attività anche presso la propria abitazione?

RISPOSTA 

Gentile Utente,

non esiste alcun divieto di esercizio della professione naturopatica all’interno dei locali di un centro estetico. E’ opportuno che si tratti, tuttavia, di un ambiente idoneo e decoroso, tale da non ingenerare dubbi sulla professionalità dell’operatore che vi esercita; in particolare, esso deve consentire il rispetto della privacy dell’utente, che potrebbe essere messa a repentaglio in luoghi soggetti al frequente transito di persone. Le esigenze del Naturopata sono differenti da quelle dell’estetista; il destinatario della professione deve potersi confidare liberamente con il professionista durante il colloquio naturopatico.
Pertanto, riterrei opportuno che, in qualche modo, si segnasse un confine tra i locali del centro estetico e quelli ove lavora il Naturopata, come che quest’ultimo operasse in assenza di macchinari estranei all’attività cui è dedito. Dunque, se le attrezzature si trovano su carrelli mobili, sarebbe meglio spostarle, anche per creare un luogo idoneo al colloquio naturopatico ed alle pratiche bionaturali.
Tuttavia, ribadisco che si tratta di una questione non giuridica, bensì di opportunità, a tutela della professionalità del Naturopata, che non deve essere confusa con quella dell’estetista.

Lo studio naturopatico non ha caratteristiche stabilite per legge; pertanto, può trovarsi anche presso l’abitazione: l’importante è che, in qualche modo, venga tracciato un confine tra l’area privata e quella dello studio.
Come già rilevato, l’ambiente deve essere tale da consentire l’idoneo esercizio dell’attività, nel rispetto della privacy dell’utente e dell’alta dignità della professione. Dunque, occorre avere riguardo, in primo luogo, del principio deontologico del decoro; ciò consente all’utente di avvedersi, sin dall’ingresso nello studio, del fatto di rapportarsi con un professionista serio e competente.
Sotto questo profilo, è consigliabile esporre gli attestati conseguiti e astenersi sempre dal servirsi di titoli, simboli, strumenti ed abiti estranei alla professione naturopatica (da una parte, di quelli propri della professione medica e, dall’altra, di quelli che richiamano ambiti “discutibili”, quali l’astrologia e l’occulto).

Devo rappresentarLe che le domande da Lei poste in ordine alla situazione fiscale devono essere rivolte ad un commercialista. Escludo, tuttavia, che un Naturopata possa emettere ricevuta fiscale per una prestazione naturopatica facendola apparire quale attività estetica; il medesimo, se libero professionista, dovrebbe essere dotato di partita I.V.A., diversamente, dovrebbe avere un rapporto di subordinazione con il centro presso il quale opera.

Confidando nella chiarezza ed esaustività della risposta, porgo cordiali saluti.

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