DOMANDA
Avvocato buongiorno,
Ho cercato sul forum FNNHP ma mi sembra che l’argomento non sia ancora stato trattato,
mi rivolgo a lei a proposito del mineralogramma del capello.
Vorrei chiedere il suo parere sulla leicita’ o meno dell’utilizzo dello stesso da parte del naturopata.
Fermo restando l’intenzionalita’ per cui lo si utilizza (non diagnostico curativo ma mera indagine di terreno) ho visionato un “referto” di una nota azienda ed notato che oltre all’istogramma vero e proprio vengono suggeriti elencati “quadri clinici” o situazioni patologiche.
Il questio verte proprio sul fatto che al di la’ dell’intenzionalita’ con cui si effettua quell’indagine, alla fine il cliente si trova tra le mani qualcosa che per il naturopata potrebbe essere “compromettente”.
RISPOSTA
Gentile Utente,
Il mineralogramma o analisi tessutale del capello implica una serie di processi chimici, finalizzati alla verifica dell’equilibrio delle componenti minerali ed energetiche dell’individuo.
Il capello viene prelevato da zone differenti del cranio, quanto più possibile vicino allo scalpo.
In passato, si è sostenuto che l’estrazione del bulbo pilifero è di pertinenza medica, in quanto intervento invasivo sui tessuti. Il prelievo per l’analisi minerale, pertanto, deve limitarsi al taglio del capello e mai arrivare all’estrazione del bulbo, qualora sia operata da personale non medico.
Quanto prelevato viene tritato e immerso in acido, per poi essere sottoposto a combustione ad elevate temperature. Tale processo consente l’analisi dello spettro luminoso emesso e di verificare, così, la presenza dei minerali, che sprigionano luce di colori differenti.
Si tratta di uno screening test che non consente la formulazione di diagnosi. Gli stessi medici, pertanto, non lo ritengono utile ai loro fini e non sembrerebbe invadere il settore di loro competenza.
Infatti, l’analisi in questione è diretta all’esame energetico dell’individuo e non a quello organico, e non ha carattere clinico. Dunque, non si comprende come i suoi esiti possano essere presentati quali “clinici”; è sicuramente una terminologia inadeguata che finisce per ingannare l’utente.
Piuttosto, devo rilevare che l’attività sopra descritta, in quanto implicante una biopsia del capello, parrebbe invadere il settore della biologia o biochimica, cui è demandata l’analisi chimica dei tessuti. Sotto tale profilo, dunque, essa potrebbe comportare problemi per l’operatore bionaturale che conduca l’operazione, in assenza dell’abilitazione richiesta.
Confidando nella chiarezza e completezza della presente risposta, porgo cordiali saluti.