DOMANDA
So che è possibile ricevere i clienti in casa. In questo caso siamo soggetti a vincoli particolari come avere un bagno ad uso pubblico, sala di attesa, ingresso allo studio di tipo indipendente?
Volendo prendere invece in locazione un ufficio, dobbiamo cercarlo ad uso NON commerciale MA ad uso ufficio? In tal caso deve essere presente la sala d’attesa, un bagno di accesso al pubblico? Il bagno deve avere antibagno o può anche essere senza?. Ci sono altre disposizioni particolari che devo conoscere per capire se il locale è idoneo?
Esistono regole particolari per l’ufficio nel caso in cui ai clienti oltre alla consulenza naturopatica classica venissero anche fatte riflessologia plantare, digitoressione, craniosacrale, reiki, massaggi olistici non estetici? Per esempio presenza di doccia e quindi bagno anche all’interno dello studio?
Nel caso volessi ricevere presso palestre, centri estetici, erboristerie, parafarmacie o farmacie, posso farlo FUORI ORARIO DI APERTURA DEL LOCALE? Deve comunque esserci uno spazio adibito solo alle mie consulenze e ai miei trattamenti?
RISPOSTA
Gentile Utente,
I quesiti da Lei posti riguardano i requisiti dell’immobile destinato all’esercizio della professione.
Gli stessi sono stabiliti dalla normativa comunale e, pertanto, è opportuno che Lei si rechi presso il Suo Comune di riferimento – e, in particolare, all’Ufficio Tecnico dello stesso – nonché all’A.S.L. territorialmente competente, per richiedere le condizioni richieste per l’autorizzazione alla ricezione del pubblico all’interno dei locali.
Esercizio casalingo dell’attività/uso promiscuo dell’abitazione.
Per quanto attiene ai profili prettamente legali e deontologici, non posso che ribadire – come più volte fatto nell’ambito del presente forum – l’assoluta opportunità di disporre di porzioni dell’immobile esclusivamente riservate all’esercizio della professione.
Occorrerebbe possedere servizi igienici accessibili anche a persone disabili, un locale antibagno, un’area in cui i clienti possono attendere il loro turno senza udire il contenuto della consulenza rilasciata al cliente precedente (soprattutto per ragioni di privacy). Opportuno anche se non indispensabile, sempre sotto il profilo deontologico del decoro professionale, che i clienti possano accedere allo studio attraverso un ingresso dedicato, affinché vita privata e lavoro rimangano, per quanto adiacenti, sempre distinti.
Locazione di un immobile.
Qualora si decida di esercitare la professione in un locale a ciò esclusivamente deputato, lo stesso deve essere accatastato quale locale ad uso commerciale e il contratto di locazione deve rispettare tale requisito.
Le condizioni sono quelle indicate nel paragrafo che precede; nel frangente in esame, l’immobile – se locato nel rispetto della normativa – dovrà già essere dotato di tutte le caratteristiche ricordate, per essere effettivamente idoneo all’uso per il quale viene proposto in locazione.
Pluralità di attività bionaturali.
Non vi sono particolari condizioni per l’esercizio di più attività bionaturali all’interno della stessa struttura.
La inviterei, piuttosto, a prestare attenzione nella somministrazione di manipolazioni corporee, che non devono avere fini curativi e non devono sconfinare negli ambiti di pertinenza del fisioterapista e massofisioterapista. Il Suo quesito, tuttavia, non riguardava i predetti aspetti e mi astengo – se non richiesto – da ulteriori approfondimenti.
Escluderei l’opportunità di consentire a clienti di usufruire della doccia dello studio, per motivi vari, che vanno dal mero buon senso a rischi che potrebbero essere connessi (cadute, ecc.).
Esercizio dell’attività all’interno di altre strutture fuori dall’orario di lavoro.
Gli esercizi commerciali sono aperti al pubblico nell’arco di un orario previsto dalla normativa comunale; oltre all’orario previsto, non è possibile ricevere il pubblico.
Sconsiglio recisamente di svolgere l’attività in simili circostanze; mi sembra prestare il fianco a sospetti di abusivismo e, francamente, appare poco professionale.
E’ decisamente preferibile che il Naturopata operi nelle realtà da Lei citate, durante l’orario di normale apertura al pubblico (il Naturopata non ha necessità di “nascondersi”, tutt’altro!) e, sempre per evitare fraintendimenti, in uno spazio ricavato per la sua prestazione, che consenta di rendere la consulenza con serietà e riservatezza.
DOMANDA
Riporto quanto suggertomi dal mio commercialista:
L’esercizio della professione del Naturopata equivale a quella di un qualsiasi libero professionista (architetto, commercialista, etc) e pertanto non e’ soggetta alle normative ASL come ad esempio estetiste etc.
La locazione di un immobile non deve essere tassativamente commerciale, ma anche ad uso diverso, non trattandosi di attivita’ commerciale e vendita ed e’ possibile svolgere la propria attivita’ di consulenza in un alloggio con le caratteristiche igieniche normali e non specifiche (antibagno, sala di attesa, etc.) anche classificato ad uso abitativo, anche in porzione (non tassativamente dedicata e anche senza bagno dedicato ma comune) della propria abitazione.
Vi risulta corretto quanto sopra?
RISPOSTA
Consiglio nuovamente di rivolgersi al Comune di competenza, per essere assolutamente sereni circa la normativa territoriale rilevante.