DOMANDA
Buongiorno.
Considerato che la maggior parte dei titoli di libri sulle discipline naturali rimanda – sia per ragioni “storiche” che verosimilmente per ragioni di appeal commerciale – a terapie o a medicine (ad es.: Fitoterapia pratica, Medicina cinese, Natura primo medico, Enciclopedia delle medicine alternative, La dieta naturale, ecc.), può un naturopata tenere tali testi nella libreria del proprio studio o non gli è consentito?
Grazie
RISPOSTA
Gentile utente,
l’importante è che vi accedano persone, quali il Naturopata, in grado di comprendere che i richiami contenuti nei libri sono motivati dalle ragioni da Lei indicate e non dall’esistenza di un legame tra medicina e Naturopatia.
Dunque, sconsiglierei la libera consultazione di tali volumi da parte dei clienti.
Lei, probabilmente, si chiede se, nell’ipotesi di accesso presso lo studio da parte delle Forze dell’Ordine, le Autorità possano evincere dai libri elementi a conforto dell’accusa per il delitto di esercizio abusivo della professione medica.
Orbene: l’esposizione di tali libri potrebbe rafforzare un sospetto preesistente.
Tuttavia, il mero possesso della documentazione in questione avrebbe scarso valore probatorio in sede giudiziale, posto che a chiunque è consentito tenere libri di medicina. L’importante è che gli stessi non vengano utilizzati per svolgere un’attività di pertinenza medica; dalla mera disponibilità dei medesimi non può certo evincersi l’impiego a fini professionali.
Inoltre, il Naturopata può rispondere soltanto della propria condotta e dei termini da lui usati. Non può spingersi a censurare anche i vocaboli impiegati da altri né, tantomeno, rinunciare a consultare testi utili, anche se contenenti termini impropri.