ELETTROSIMOLATORI

DOMANDA 

Buongiorno,

potrei sapere se il Naturopata può fare uso di elettrostimolatori da usare ad esempio su punti di agopuntura?
Naturalmente vale il discorso che l’uso di questo apparecchio resta sconsigliato a situazioni in cui si debba fare particolarmente attenzione. Es: portatori di pace-maker, donne i gravidanza, ecc.
L’elettrostimolazione avverrebbe con placche conduttrici applicate sulla cute e non tramite l’infissione di aghi.
Grazie

RISPOSTA 

Gentile utente,

l’impiego di elettrostimolatori è normalmente finalizzato alla stimolazione muscolare o nervosa, a scopo terapeutico (elettroterapia). In quanto tale, necessita di prescrizione medica, tale da evidenziare indicazioni e controindicazioni alla pratica.
In tale ipotesi, quando l’elettrostimolazione abbia scopo terapeutico, essa è sicuramente inibita al Naturopata.

Resta da chiedersi se − impiegata per scopo diverso − tale tecnica sia legittima.
Essa, infatti, potrebbe essere impiegata al fine di ricostituire il terreno individuale, intervenendo a riequilibrare scompensi energetici; in assenza di disturbi collegati al sistema muscolare e/o nervoso, che restano riservati alla speculazione medica.
In tal senso, essa avrebbe matrice naturopatica.
Si ricorda che occorre sempre guardare allo scopo con cui si utilizza uno strumento e non tanto alle sue caratteristiche intrinseche, che potrebbero prestarsi a molteplici funzioni e finalità. Sul punto, si pensi all’erboristeria: i suoi preparati sono di libero commercio e possono costituire oggetto di indicazione naturopatica; occorre, tuttavia, che tale suggerimento non sottenda un fine curativo, perché − in tal caso − il relativo comportamento esorbiterebbe la competenza del Naturopata, per esondare in quella del medico.
Occorre rilevare che, in merito, non si conoscono pronunce giurisprudenziali. Deve concludersi che, in assenza di giurisprudenza cui fondare un parere, sarebbe estremamente rischioso servirsi di una pratica che potrebbe comunque essere ritenuta terapeutica (“elettroterapia” o, peggio, “ionoforesi”). Il fine differente verrebbe difficilmente compreso in sede giudiziale, dinnanzi ad un’accusa di esercizio abusivo della professione sanitaria.
Pertanto, deve escludersi l’opportunità dell’utilizzo dell’elettrostimolazione.

Anche per un altro motivo, che può risultare di ancor più agevole comprensione.
Come da Lei rilevato, l’elettrostimolazione è sconsigliata per alcuni tipi di soggetti. Lei si è riferito a portatori di pacemaker e donne in gravidanza; tuttavia, occorre ricomprendere − per quanto noto − anche individui affetti da problemi neurologici, epilettici, diabetici, malati cardiaci in genere, persone con problemi di ipertensione arteriosa e con lesioni muscolari.
Orbene, per sapere in quali casi servirsi dell’elettrostimolazione, il Naturopata sarebbe − quantomeno − costretto a informarsi sugli stati patologici in atto o − persino − ad individuarli. Ma tali attività (chiamate “anamnesi” e “diagnosi”) sono − queste sì, senza alcun dubbio − sicuramente di stretta competenza medica. Con illecito penale e deontologico (il codice di categoria impone di inviare al professionista abilitato l’utente che si riferisca a stati patologici).

Pertanto, al divieto della tecnica oggetto del presente si giunge o direttamente o indirettamente. Ma, per quanto a Lei interessa, comunque si giunge.

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