DOMANDA
avrei necessità di definire in modo corretto professionalmente e legalmente la descrizione che devo riportare nella fattura che emetto al cliente, avendo tutte tariffe diverse, delle seguenti prestazioni:
– colloquio di naturopatia (comprende anamnesi, iridologia, kinesiologia, consiglio di integratori)
– massaggi
– riflessologia plantare
– preparazione di fiori di Bach
– la boccetta che preparo con i fiori di Bach, deve essere fatturata a parte o compresa nella tariffa della consulenza? o risulterebbe erroneamente come vendita che non possiamo fare?
RISPOSTA
Gentile Utente,
Innanzitutto, ribadisco che il termine “anamnesi” è assolutamente inappropriato e vietato al Naturopata.
L’anamnesi – definita quale “raccolta a scopo diagnostico di tutte le notizie riguardanti i precedenti fisiologici e patologici, personali ed ereditari, di un paziente” (cfr. dizionario Garzanti) – è un’attività di esclusiva pertinenza medica, in quanto avente ad oggetto patologie e finalizzata alla diagnosi di una malattia.
Il Naturopata non fa e non può fare né anamnesi, né tantomeno diagnosi.
Quanto alle ulteriori diciture da indicare in fattura, Le consiglierei le seguenti:
– colloquio naturopatico;
– manipolazione corporea per riequilibrio energetico (escluderei il solo riferimento al termine “massaggio”, che richiama ambiti di pertinenza del fisioterapista);
– riflessologia plantare.
Quanto alle voci “preparazione fiori di Bach” e inserimento della stessa nella tariffa della consulenza, La invito a chiedere al Suo commercialista di riferimento la modalità fiscalmente più corretta (occorre, infatti, verificare la possibilità di dedurre il costo del preparato e la base imponibile IVA di riferimento).
Se fiscalmente è un’indicazione corretta, riterrei opportuno inserirla espressamente nella fattura, per chiarezza e trasparenza.