DOMANDA
Salve,
nel ringraziarvi per i vostri sempre preziosi consigli, vorrei sottoporvi la seguente questione.
Come Naturopata, mi è stato proposto di utilizzare in comodato d’uso gratuito una stanza in un Centro medico Polispecialistico specializzato in salute dentale. In detto centro io avrei a disposizione una stanza una volta ogni 15 gg circa per poter effettuare consulenze ai miei clienti ed a clienti inviati dal centro. Ovviamente le mie consulenze non sarebbero di carattere medico ma naturopatico. Inoltre il centro si impegnerebbe a farmi pubblicità e a ” sposnorizzarmi” per così dire con dei volantini affissi in luoghi da loro stessi scelti recanti in intestazione le indicazioni del nome e dell’indirizzo del centro stesso.
La mia domanda è la seguente: sarebbe saggio da un punto di vista legale utilizzare una stanza in un centro medico per eseguire consulenze naturopatiche ? O piuttosto questo potrebbe portare ad avere problemi in caso di ispezione da parte degli organi competenti ? Inoltre il fatto che la pubblicità rechi in alto la sponsorizzazione del centro medico potrebbe creare problemi legali ? Nel caso ciò sia possibile, quale sarebbe il comportamento prudente da adottare ?
Grazie in anticipo della vostra risposta.
RISPOSTA
Gentile Utente,
in realtà, l’esercizio dell’attività naturopatica all’interno di locali in cui si erogano anche prestazioni mediche non può che costituire una garanzia per il cliente, il quale può usufruire di una consulenza globale, in un’ottica di complementarità delle professioni sanitarie e bionaturali.
Personalmente, ritengo si tratti di una soluzione più che adeguata, nel pieno spirito del messaggio che – ormai da tempo – si cerca di diffondere: non vi è concorrenza tra Naturopata e medico, in quanto si occupano di ambiti distinti e, anzi, possono (e dovrebbero) lavorare in collaborazione, verso il fine comune del benessere globale della persona.
La presenza di uno o più medici all’interno della struttura consente all’operatore del benessere di esercitare l’attività in totale serenità e nella puntuale osservazione degli obblighi deontologici, inviando immediatamente al professionista corretto l’utente che evidenzi stati patologici.
L’aspetto più delicato e potenzialmente rischioso è costituito dalla forma di esercizio e pubblicità della professione bionaturale all’interno di un Poliambulatorio. Trovandosi nei locali di una struttura sanitaria e/o visionando una brochure della stessa, l’utente potrebbe erroneamente ritenere che il Naturopata sia una figura parasanitaria.
Ancora una volta, pertanto, occorre evidenziare chiaramente – evitando l’impiego di titoli e/o abiti medici, spiegandolo a voce, sottoponendo il modulo illustrativo dell’attività naturopatica e scrivendolo sulla brochure – che il professionista bionaturale non è medico, non svolge attività medica e non eroga prestazioni sanitarie.
Quanto alla “sponsorizzazione del centro medico” che intenderebbe indicare nella Sua pubblicità, ritengo che essa potrebbe esporLa a problematiche, proprio perché suscettibile di indurre in errore il lettore in ordine alla qualità ed alla natura del professionista pubblicizzato. In astratto, dunque, sarebbe una soluzione da evitarsi, oppure da adottarsi con cautele da valutare attentamente; in assenza di ulteriori elementi, tuttavia, non mi è possibile esprimere un parere più dettagliato.
Auspicando di essere stato chiaro ed esaustivo, porgo cordiali saluti, a Lei e a tutti i lettori.