DOMANDA
Buongiorno.
Posso tenere in studio cataloghi e prezziari di prodotti salutistici fornitimi dagli informatori scientifici, sui quali tuttavia si fa pressoché sempre riferimento a patologie?
RISPOSTA
Gentile utente,
come ben sa, il concetto di “patologia” è − o, quantomeno, dovrebbe essere − estraneo alla Naturopatia.
Il medico si occupa di malattie; il Naturopata di interferenze, disequilibri energetici che non hanno rilievo clinico. In tali termini, non vi è conflitto tra l’operato delle due categorie.
Dunque, se, da un lato, avere a disposizione la documentazione di cui sopra si rivela utile, dall’altro potrebbe frustrare lo sforzo del professionista di chiarire la diversità della propria attività rispetto a quella medica.
Pertanto, sarebbe opportuno che i depliant in questione fossero consultati con la supervisione e la guida del Naturopata, in modo tale che eventuali dubbi possano essere subito chiariti.
Sarebbe preferibile, anzi, che ad essi avesse accesso il solo Naturopata, in sede di formulazione della consulenza.
Eviterei di lasciare gli opuscoli alla libera consultazione dei clienti; i più scorretti potrebbero servirsene per muovere al Naturopata l’accusa − in questo caso, persino suffragata dai documenti − di svolgere un’attività non consentita.
DOMANDA
non sono stato chiaro. I cataloghi e i prezziari di aziende salutistiche sono chiusi in un armadio nel mio studio e nessun cliente ne ha accesso. Servono solo a me per consultazione.
Mi riferivo specificamente al fatto che tale materiale – benché mi sia stato spedito o consegnato personalmente da informatori in virtù del fatto che i naturopati sono tra i professionisti che più di tutti utilizzano integratori, piante e simili prodotti – è ricchissimo di riferimenti a patologie e di suggerimenti “terapeutici” e quindi potrebbe rappresentare una prova a favore di chi vorrebbe sostenere la tesi che il naturopata non è altro che una sorta di medico alternativo.
Grazie della risposta
RISPOSTA
Gentile utente,
ogni elemento a conforto di una tesi accusatoria precostituita – la perquisizione dello studio è preceduta dalla formulazione di un’accusa – può essere utilizzato come spunto investigativo.
Dunque, la risposta è che la presenza di depliant del tipo di quelli cui Lei si riferisce può confortare il sospetto delle Forze dell’Ordine.
Tuttavia, detta documentazione, in quanto non redatta dal Naturopata, non ha autonoma valenza probatoria in sede giudiziale: può servire soltanto da riscontro di altre prove rinvenute.
Pertanto, l’operatore che non compia alcun atto proprio del medico può serenamente conservare “cataloghi salutistici”.