DOMANDA
Buongiorno, vorrei sapere se il naturopata può usare gli aghi da agopuntura e la moxa.
Grazie
RISPOSTA
Gentile utente,
occorre, preliminarmente, distinguere tra le due pratiche oggetto della Sua richiesta, anche se fondate su analoghi principi e entrambe dirette al riequilibrio energetico dell’individuo.
L’agopuntura consiste nella infissione di aghi attraverso la cute.
Essa è, pertanto, un’attività sicuramente invasiva, in quanto comportante una manipolazione del corpo, se non − persino − una lesione dello stesso.
In considerazione di ciò − e della finalità terapeutica della tecnica − la Giurisprudenza italiana ne ha sempre escluso l’impiego da parte di personale non medico e, quindi, anche da parte dei Naturopati. Pertanto, l’impiego dell’agopuntura da parte di operatori non medici viene considerato esercizio abusivo della professione medica, previsto e punito dall’art. 348 c.p..
In passato, si obiettava a tale rigore giurisprudenziale la circostanza che i medici non praticavano l’agopuntura e ne negavano l’utilità. Alcuni, pertanto, ritenevano inammissibile la conseguenza per cui il medico poteva servirsene ma non aveva né le conoscenze né l’intenzione di farlo, mentre all’operatore che aveva ricevuto un’adeguata istruzione veniva inibito l’impiego. Tale obiezione, tuttavia, ha − oggi − minor pregio, attesa l’istituzione di corsi di agopuntura presso facoltà di medicina (vds., ad esempio, Università di Roma − Tor Vergata, Pavia e Bologna).
“Moxa” è il termine con il quale ci si riferisce all’erba − Artemisia Vulgaris − impiegata nella pratica della moxibustione − che affonda le proprie radici nella medicina cinese − consistente nella combustione del vegetale predetto in corrispondenza di zone energetiche, perlopiù coincidenti con agopunti.
Mentre con riferimento all’agopuntura sono intervenute pronunce giurisprudenziali da parte della Suprema Corte, non è dato rinvenirne con riferimento alla moxibustione.
In assenza di una giurisprudenza su cui fondare un parere giuridico, occorre necessariamente adottare un approccio prudenziale, alla luce delle caratteristiche della tecnica in esame.
Anche quando non viene applicata direttamente sulla cute, la moxibustione comporta un momentaneo eritema della stessa e, dunque, un’alterazione che potrebbe essere ritenuta una lesione penalmente rilevante. Come tale, la condotta che ha causato la lesione verrebbe considerata giustificata solo se diretta ad un fine curativo e, quindi, praticata da personale medico.
Pertanto, in attesa di decisioni giudiziali in merito, occorre concludere per il divieto di ricorso alla moxibustione − così come all’agopuntura − da parte dei Naturopati.